OCRITICUM

Il Parco Archeologico di Ocriticum si trova a 3 km dal comune di Cansano (AQ), alle pendici del colle Mitra, su di un pianoro dove sorgeva, in un periodo compreso tra il Neolitico e l'Alto Medioevo, un villaggio che apparteneva al territorio amministrativo di Sulmona. Nonostante abbia un grande potenziale culturale, come spesso accade l'area è poco valorizzata e pubblicizzata. 
Lo sviluppo massimo del sito si ebbe in epoca romana, tra la fine del IV sec a.C. e la metà del II sec. d.C., quando si sviluppò  un'area templare nota come Iovis Larene ("Collina di Giove")e riportata anche nella Tabula Peutingeriana, copia medievale di un'antica carta militare stradale dell'Impero Romano. Punto strategico di passaggio lungo la via Claudia Nova per pellegrini, viandanti, commercianti e pastori, il villaggio iniziò la sua decandenza nel II secolo d.C. a causa di un violento terremoto. 
I resti degli edifici dell'abitato fanno pensare all'esistenza di una mansio, ossia una stazione di sosta nei pressi della via Claudia Nova. Nelle vicinanze, invece,  è stata rivenuta una necropoli con steli funerarie epigrafate; una di queste epigrafi riporta un'iscrizione in cui viene menzionato il sito:
«SEX(TO) PACCIO             «A Sesto Paccio
ARGYNNO                             Argynno
CULTORES IOVIS                 i Cultori Ocriticani
OCRITICANI                          di Giove
P(OSUERUNT)»                   P(osero)»
Il toponimo Ocriticum farebbe riferimento all'ocre, la roccia predominante sui pendii del Colle Mitra.
Passeggiando tra gli antichi resti, si può respirare l'atmosfera di altissima sacralità che Ocriticum ha avuto nel tempo. Infatti, nell'area delimitata da un recinto sacro (temenos) sono stati riportati alla luce due edifici religiosi: uno di epoca italica (IV sec. a.C) dedicato ad Ercole ed uno di epoca romana (I sec. d.C.) dedicato a Giove. Ad un livello inferiore, invece, si conserva un tempio più piccolo dedicato alle divinità femminili, Cerere e Venere (II sec. a.C.).
Infine, sulla collina orientale del pianoro, lungo una via glareata (strada in ciottoli e ghiaia), si trovano i resti di una una fornax calcaria, ossia un impianto di produzione per la calce, testimonianza dell'attività produttiva e commerciale di Ocriticum. 
Una parte dei reperti archeologici, rinvenuti tra il 1992 e il 2005, sono conservati nel Centro di Documentazione e Visita a Cansano; mentre un'altra parte è esposta nel Museo Archeologico di Sulmona e nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

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