A differenza del Gran Sasso, la Majella presenta sommità più dolci e zone più ricche di boschi e corsi d'acqua. Non mancano, tuttavia, aree con tratti alpini, che sono remote e difficili da raggiungere.
Una delle caratteristiche della Montagna Madre sono quei tratti pianeggianti formatisi per l'azione millenaria dei ghiacciai, fra i quali, ad esempio, il Vallone di Femmina Morta che si trova ad una quota di 2500 metri. Ci sono, inoltre, tante valli ricche di vegetazioni, come Valle dell'Orfento, Valle delle Mandrelle, Val Cannella, Valle di Selvaromana, Vallone delle Tre Grotte e Valle di Taranta. Per quanto riguarda la fauna, tipico della Majella è il camoscio appenninico, la cui presenza in questi territori è sempre più in crescita.
Da menzionare sicuramente sono la valle dell'Orfento, valle delle Mandrelle, Val Cannella, valle di Selvaromana, vallone delle tre grotte e vallone di Taranta.

E' belle la Majelle quande nengue,
lu lope va 'rrutènne diènte le ngue,
le rocchie de jenestre ze scumbonne
e 'nterre z'arebele chiècchie e fronne,
sott' a lu mante bianghe gne 'na spose
nghe la Majella bbelle z'arepose.

E' belle la Majelle gna ve' lujje
e chela neve ze fenisce a strujje,
lu vola vole de le rundenelle
quanda z'aretorne a fa la vutarelle,
le rìlle, terra terre, te sbulacchie
e va 'n mezz'a a la jerve ch'arecacchie.

E' bbelle la Majelle a la suriente
mentre lu cane e le pequere te' 'mmente,
lu pequerale arrote lu curtelle
ca ze vulesse fa nu ciuflarelle
pe' ciufelà da 'ngime a Mont'Amare
e fàrele sentì, pur' a lu mare.

Concezio Talone 

Val Cannella

Vallone di Femmina Morta

Valle delle Mandrelle

Valle dell'Orfento

Il parco nazionale della Majella presenta oltre 20 vette over 2000, la vetta principale è il monte Amaro con la sua croce di vetta a 2793m, a seguire abbiamo il monte Acquaviva di 2737m, il monte Focalone 2676m, monte Rotondo 2658m, monte Macellaro 2646m, Pescofalcone 2546m e Cima delle Murelle 2598m.

«S'è cupertë de neve la Majelle,
s'è cupertë de neve Mondecorne, o Terra d'Ore,
E tu come nu giorne de primavere all'uócchie mié ši' belle.»

Cesare de Titta

Monte Acquaviva

Monte Focolone

Sul Monte Amaro vi è il bivacco Pelino, un rifugio sempre aperto, dotato di una decina di posti letto. Ha una struttura geodetica in grado di resistere alle forti intemperie che spesso vi accadono. Infatti, il vento è sempre presente e le temperature notturne si avvicinano allo zero anche nei mesi più caldi.
Nel 1890 fu inaugurato il primo rifugio sul Monte Amaro, una struttura in pietrame a secco al cui interno c' era per riscaldarsi una stufa a legna. Venne distrutto dai tedeschi in ritirata nel 1944. Successivamente, fu inaugurato un nuovo bivacco (1966) in struttura metallica e con pavimentazione in legno, dotato di 10 posti letto. Una forte tempesta lo devastò il 31 dicembre del 1974. Si dovettero attendere 12 anni  per la costruzione di un altro rifugio che corrispondeva a quello che vediamo oggi . 
Dormire nel bivacco Pelino e assistere al tramonto o all'alba dalla cima del Monte Amaro è un'esperienza unica, un concentrato di emozioni e sensazioni stupende che rientrerà tra i ricordi indelebili di chi ha vissuto questa esperienza.

Scende la neve su la terra madre, placidamente. E lei bianca riceve la terra ne' suoi giusti ozi, da poiche all'uomo copia di frutti ha partorito. Guarda il bifolco splendere a' sudati campi la neve, mentre siede al desco; e a lui dal cuor la speme e dal bicchiere sorride la primizia del vino. Scendi con pace, o neve; e le radici difendi e i germi, che daranno ancora nerba molta agli armenti, all'uomo il pane. Scendi con pace, sì che, al novel tempo, da te nutriti, lungo il pian ridesto, corran qual greggia obbedienti i fiumi.
(“Neve” D’Annunzio)














 

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Rifugio “Vittorio Emanuele II 1890 - 1944

Bivaccio Maiorano
1966 - 1974

Lassù, sui sentieri erti e faticosi, tra le rocce, tra le vette
dei monti del nostro Abruzzo, per sentire, come noi
sentiamo, nell’anima tutta la vita e la forza di questa poesia.
Douglas William Freshfield, 1878

Alba Monte Amaro

Fanno parte del parco nazionale della Majella il monte Morrone e il Monte Porrara.

Il Morrone ha un altezza di 2061m e fa da cornice alla valle Peligna, è un gruppo montuoso ricco di boschi e sopratutto di eremi. 

Il Porrara (2137m) rappresenta la parte sud del gruppo montuoso della Majella. separato dal valico di Guado Di Coccia dalla Majella in antichità veniva chiamato Palleno, da cui deriva l'attuale nome del paese di Palena.

Porrara

Morrone

Monte Amaro











Il monte Rotella (2129m) e il monte Pizzalto (1966m) sono due cime poste nell'altopiano delle cinque miglia e rappresentano la catena più a sud del Parco Nazionale della Majella. Regalano viste dalle loro cime e creste assolutamente unici.

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DAL BIVACCO PELINO IL VALLONE DI FEMMINA MORTA.