MONTE PORRARA

Monte Porrara

Monte Morrone

Il monte Porrara è la parte più meridionale del gruppo montuoso della Majella, con una quota di 2137m. È famoso per la sua bellissima cresta, attraverso la quale si può raggiungere la cima da vari sentieri: da Guado di Coccia, dalla Madonna dell'Altare (nel comune di Palena) e dalla stazione di Palena.
Dalla stazione di Palena il sentiero si prende poco dopo, andando verso Campo di Giove, partendo dalla conca di origine carsica del Quarto di Santa Chiara, situata ad un'altezza di 1220m. Ad un certo punto ci si ritrova a salire ripidamente lungo il bosco di faggi, a volte interrotto da radure, dove possiamo ammirare panorami sempre più belli e, dietro di noi, la vista completa del Quarto di Santa Chiara. Superato il bosco, si inizia subito a camminare lungo la bellissima cresta con le sue due anticime che precedono la vetta del Monte Porrara, ad una quota di 2137m. La cresta non è così esposta, seppur per foto sembra il contrario. L'escursione è piacevole e ha una durata di due ore e mezza circa, per 11 km di cammino. Controllate bene le condizioni metereologiche e tenete in considerazione che spesso, lungo la cresta, vi sono forti venti. In inverno sono molto importanti le condizioni della neve, che, quando è del tutto ghiacciata, diventa un pò insidiosa anche per i più esperti. Per la discesa si può prendere in considerazione pure il giro ad anello, che passando da Guado di Coccia ci conduce a Campo Di Giove. 
Altamente suggestivo è il percorso che dal Porrara ci porta al Monte Amaro, passando per Guado di Coccia, fondo di Femmina Morta, Vallone di Femmina morta. Si tratta di un sentiero molto lungo e impegnativo, ma con paesaggi e con sensazioni stupende e diverse man mano che si sale.

La parte iniziale del sentiero

La cresta del Porrara

L'imponente Porrara visto da

Guado di Coccia

La cresta del Porrara

Monte Amaro

Guado di Coccia


«Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso»
                            Walter Bonatti

Campo 

di Giove

Passo San

Leonardo