VIA NORMALE
CORNO GRANDE

Vetta occidentale

      2912m

Una delle classiche più famose d'Abruzzo, la via normale che da Campo Imperatore ci porta sul re degli Appennini, la vetta occidentale del Corno Grande a 2912m. La via normale è un sentiero di una durata di circa due ore e un mezza e una lunghezza di 11 km a/r, non ha particolari difficoltà tecniche anche se la salita finale è decisamente ripida e pietrosa. 
La via normale è la stessa eseguita il 19 Agosto 1573 da Francesco De Marchi durante la prima ascensione alla vetta.


<... quel Monte che è detto Corno ...><...l’huomo non si puol dare aiuto l’uno à l’altro perché bissogna stare attacato alla pietra con le mani, massime quando si è appresso alla sommità un terzo di miglio dove la pietra è fragilissima.  Dico se l’huomo cadesse che vi son molti luochi dove verrebbe ducento, e più bracci per aria.  Poi trovarebbe punte di sassi e d’ivi potteria cader’altro tanto, come fece un Frate l’anno 1572, che cascò et andò in pezzi...>  (dal Diario di Francesco De Marchi).

Si parte dal piazzale di Campo Imperatore a 2140m di quota, costeggiando l'osservatorio astronomico si segue il sentiero verso il rifugio Duca Degli Abruzzi.
Arrivati ad un primo bivio si prende quello alla destra, il sentiero 101,  tralasciando il sentiero che continua la sua salita verso il Duca degli Abruzzi.
Camminando a mezza costa del Monte Portella continuando a salire si giunge alla sella di monte Aquila (2335m). Da qui la vista è meravigliosa, con le principali cime del Gran Sasso intorno a noi nel suggestivo contesto di Campo dei Pericoli.

 

Sella monte Aquila 2335m


Camminando a mezza costa del Monte Portella continuando a salire si giunge alla sella di monte Aquila (2335m). Da qui la vista è meravigliosa, con le principali cime del Gran Sasso intorno a noi. Seguendo il sentiero 103 si ignora dapprima il bivio con il sentiero 104 che ci porterebbe al Monte Aquila e alla direttissima e il bivio successivo verso il rifugio Garibaldi. Continuando a salire su un sentiero pietroso abbastanza ripido si giunge alla Sella Del Brecciaio a 2500m di quota.
 

Sella del Brecciaio 2500m


Dalla sella si prosegue ignorando il bivio sulla sinistra che ci porterebbe alla ferrata Brizio, dismessa, e si arriva in maniera sempre più ripida alla Conca degli Invalidi. Da qui si prosegue dritto e inizia la parte finale dell'escursione che sarebbe la più dura. La salita finale è decisamente ripida anche se non richiede particolari competenze tecniche. Bisogna tener conto che durante i mesi estivi, sopratutto nei giorni festivi, vi è un grande "traffico" di escursionisti, un minimo di attenzione in questo caso se scivolano sassi da chi è davanti a noi. Giunti sulla cresta finale per la vetta sulla sinistra abbiamo il "ghiacciaio" del Calderone, seppur in estinzione è sempre un grandissimo spettacolo. In poco tempo continuando sulla cresta si arriva alla vetta occidentale del Corno Grande a 2912m, lo spettacolo intorno a noi è assolutamente unico.
Per salire alla vetta vi sono diverse altre possibilità oltre la via normale ma richiedono competenze tecniche maggiori. Come ad esempio passando dal bellissimo Rifugio Franchetti e quindi dal Vallone delle Cornacchie, passando dal Corno Piccolo e la sella dei due corni o facendo la direttissima.


In cima di questo monte era sereno, et il sole ardentissimo, con tutto questo era freddo, dico grandissimo, ... e per segnale havevamo un fiaschetto di vino il qual'era gelato sopra, tutti gli altissimi Monti che gli sono appresso erano molto più bassi. Francesco De Marchi 1573

Distanza: 11 Km

Durata: 6h

Quota Max: 2.912m

Dislivello+ : 872 m

Difficoltà: EE (escursionisti esperti)


Addunque questo monte è veramente il più alto e il più orrido di tutti i monti d’Italia perche sendo alla cima si vede il Mare Adriatico, il Ionico, et il Tirreno, et se non vi fussero tanti monti trà mezzo si vederebbe ancora il Mar Ligustico.
Francesco De Marchi 19 Agosto 1573

Corno Piccolo 2655m

Salita finale

Cima vetta occidentale 2912m

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“ Tutti quelli che non sono stati alla cima dicano che vi è una Fontana in cima. Dico che non vi è Fontana nessuna, ma che vi è bene un gran vallone tra il Monte di Santo Niccola et il Corno Monte, dove sempre vi è la nieve alta quindeci o venti piedi, e più in alcun luocho dove la nieve e ghiaccio sta perpetuamente. E quest'è una quantità d'un grosso miglio di lunghezza, e di larghezza più di mezzo miglio, della qual sempre puoco o assai se ne disfà."

                                 Francesco De Marchi