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Per salire sul Monte Amaro, la vetta regina del massiccio della Maiella, vi sono diversi percorsi che si differenziano tra loro per difficoltà, panorami e caratteristiche.
Il percorso con partenza da Passo San Leonardo è sicuramente tra i più suggestivi, con un dislivello degno di nota: oltre 1500m! Si parte dai 1250m e si raggiungono in vetta i fatidici 2793m per una lunghezza totale di 23 km. 
La partenza è fissata in località Fonte di Nunzio, sentiero P5, e in un'oretta di cammino tra alti faggi si raggiunge località Fonte dell'Orso a metri 1705. Qui abbiamo l'ultima sorgente d'acqua disponibile.

Successivamente, dopo aver incrociato il sentiero proveniente da Fonte Romana, ci si immette nel sentiero P1. Da questo momento comincia il tratto più impegnativo del percorso: una serpentina costantemente ripida ci conduce fino a Forchetta di Majella, a 2390m di altitudine. È una salita in assenza di vegetazione e non tecnicamente difficile ma da affrontare con il proprio passo. Sostenerla d'estate nelle ore più calde richiede uno sforzo non indifferente. 
Una volta giunti in cima alla cresta ogni sforzo sarà ripagato, ci sembrerà di essere arrivati sul suolo Lunare e, in quest'atmosfera unica, il silenzio totale è rotto solo dal suono del vento. Ci si impiegano due ore e mezza per giungere all'imbocco del vallone di Femmina Morta e con un pó di fortuna si riesce ad incontrare pure qualche camoscio. Arrivati a questo punto si inzia a scorgere il monte Amaro, ma la montagna inganna! Vi è ancora un'ora e mezza circa di cammino e proseguire nel vallone non sarà una fatica bensì un piacere. 

Monte Amaro

Prima dell'arrivo sulla vetta della Majella, con una piccola deviazione è possibile far visita alla bellissima Grotta Canosa. Intorno il paesaggio è davvero incantevole: sono visibili vette importanti come Cima dell'Altare e Altare dello Stincone.
Al Bivacco Pelino manca ormai poco, un ultimo sforzo! 

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E finalmente ecco i 2793m, più in alto di tutti e tutto sulla Majella. Se state pianificando la scalata al Monte Amaro, il mio consiglio è vivere l'esperienza di trascorrere una notte nel Bivacco Pelino: sarà una notte un pò scomoda e freddina ma i sacrifici saranno ampiamente ricompensati con le emozioni del tramonto, dell'alba e, con un pó di fortuna, la visione ad occhio nudo della via Lattea durante la notte. Sono esperienze difficili da descrivere con parole adeguate che vanno vissute sulla propria pelle.
Mi permetto di consigliare un abbigliamento adeguato soprattutto per la notte: la temperatura si avvicina senza difficoltà a 0 gradi anche in pieno Luglio e il vento in cima la fa da padrone.

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Benché nato e cresciuto in una valle attigua, da cui la Maiella è invisibile, nessuna montagna mi tocca come questa. Elementi emotivi assai complessi si aggiungono all’ammirazione naturalistica. La Maiella è il Libano di noi abruzzesi, nessun’altra montagna è assurta a simbolo di Libertà come la Majella. Può sembrare paradossale un simile accostamento, date le asperità e gli ostacoli che il massiccio della Majella presenta. Ma è proprio per le difficoltà da superare nel raggiungere la vetta che la Majella diventa metafora della Libertà.
Ignazio Silone

Abruzzoom

«S'è cupertë de neve la Majelle,
s'è cupertë de neve Mondecorne, o Terra d'Ore,
E tu come nu giorne de primavere all'uócchie mié ši' belle.»

Cesare de Titta